Ti stai chiedendo ancora che cos’è l’IoT?  Ormai si sente nominare sempre più spesso, proviamo allora a spiegare grazie anche a qualche esempio il significato di IoT.

Prima di tutto IoT è l’acronimo dell’inglese Internet of Things, spesso italianizzato con il neologismo “internet delle cose”.  Potremmo dire che questa tecnologia rappresenta l’evoluzione della rete, che integra e coinvolge nella sua immensa tela gli oggetti di tutti i giorni.

Di che oggetti parliamo?  Semafori, telecamere, automobili, cassonetti, lavatrici, lampadine, termostati, wearable, porta medicine, frigoriferi, serrature, e qualsiasi altro oggetto possa venirti in mente.

Attualmente ci sono 518 milioni di questi dispositivi connessi alla rete.

Ti chiederai ora quale sia lo scopo di estendere internet agli oggetti.

Il vantaggio è semplice, oltre che rivoluzionario. Infatti gli oggetti intelligenti permettono di instaurare un dialogo con essi, quindi di ricevere e trasmettere dati e attivare azioni conseguenti, tutto questo per di più in una rete di device interconnessi.

Una costellazione di oggetti dotati di connettività, che possono essere monitorati e controllati in mobilità tramite software o app, per creare interazioni.

Immagina che la sveglia sia in grado di notificare il tuo risveglio alla macchina del caffè in modo che possa cominciare a prepararlo, magari coinvolgendo anche il termostato e le luci per rendere più confortevole l’ambiente.

O ancora se la stessa sveglia conoscesse le tue abitudini, il percorso per il lavoro e il traffico attuale, riuscendo infine a svegliarti nel momento migliore?

Fuori dalle nostre case poi un vero e proprio esercito di oggetti al nostro servizio ci aspettano.

Cassonetti che avvertono quando devono essere svuotati, parcheggi che si pagano senza parchimetro o che si prenotano quando viene riservato un tavolo al ristorante, o ancora come già accade a Santander, parcheggi liberi della città monitorati continuamente per non perdere tempo prezioso vagando in cerca di un posto auto. Più vicino a noi, a Fiorano Modenese, un servizio di controllo e monitoraggio con telecamere intelligenti che, interfacciandosi con il sistema informativo interforze, legge e riconosce le targhe individuando se l’assicurazione o la revisione del mezzo è scaduta o se il veicolo è stato rubato.

A lavoro, invece, le macchine ci avvertono sul loro stato di produzione, se sono ferme e perché, rendendo più efficiente la produzione a tutto vantaggio di un minore dispendio di ore-uomo.

O ancora macchine che si attivano nel momento in cui l’energia costa meno e che riescono a bilanciare i consumi energetici tra i diversi tipi di macchinari.

Questi semplici esempi ci permettono di arrivare ad una conclusione: l’internet delle cose porta un beneficio concreto sulla qualità delle nostre vite, delle nostre aziende, stiamo parlando di Industry 4.0; delle nostre città, dei nostri ospedali e di tutte le entità con cui quotidianamente interagiamo.

L’IoT dà voce alle entità con cui abbiamo a che fare ogni giorno

Se dovessimo semplificare l’IoT in una ricetta potremmo vederla come la felice unione di sensori, processori e attuatori, conditi da una manciata abbondante di internet.

l’IoT in quanto idea e progetto a cui tendere è già inevitabilmente il presente.

E se il braccialetto che indossiamo riuscisse a chiamare l’ambulanza proprio nel momento in cui il cuore smettesse di battere? Beh, in quel caso quell’idea ci salverebbe la vita!